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Gradella
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mweqGradella (anticamente mwegGardella) è una mwewfrazione del mwfacomune italiano di mwfqPandino, in mwfgprovincia di Cremona facente parte dell'associazione de mwfwI borghi più belli d'Italia.
Contents
• Storia
• Note
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Storia
Le origini di Gradella risalgono al periodo mwgwalto medioevale (probabilmente tra l'mwhaVIII e il mwhqIX secolo) e doveva trattarsi di un presidio mwhglongobardo munito di un mwhwcastello probabilmente abbattuto nel mwiaXIII secolo. mwiqGardella, sembra, infatti, riferirsi a un posto di guardia, forse un mwigmwiwcastrum fortificatocite-ref-1[1].
Successivamente, con il trattato di pace tra mwmaLodi e mwmqMilano del mwmg1198, i milanesi consegnano ai lodigiani le giurisdizioni civili e criminali sulla circoscrizione ecclesiastica di Lodi, che comprendeva anche Gradella che passerà sotto il controllo della mwmwDiocesi di Lodicite-ref-2[2].
Nel mwoq1442 la metà mwoglodigiana del territorio di Gradella (Gradella Inferiore) entrerà a far parte, con mwowSpino d'Adda e mwpaNosadello, di un mwpqfeudo concesso alla famiglia milanese dei mwpgLandriani. L'altra metà, (Gradella Superiore), rientra nel territorio del mwpwDucato di Milano e farà parte del mwqaFeudo di mwqqPandino, che passa nelle mani delle famiglie mwqgVisconti, mwqwSforza, mwraSanseverino, Duarte, e infine alla famiglia dei marchesi mwrqd'Addacite-ref-referencea-3-0[3]
A partire dal mwsw1558 Onofrio mwtaMaggi, membro di una nobile famiglia mwtqbresciana, ma residente a mwtgMilano dove svolgeva il ruolo di mwtwcancelliere e mwuacapitano di giustizia, iniziò ad acquistare terreni nella zona di Gardella.
Nel mwug1692 Il marchese d'Adda e il signor Capra (la cui famiglia aveva rilevato il feudo di mwuwSpino d'Adda, Gradella e mwvaNosadello nel mwvq1637) rimettono i loro possedimenti in Gradella Superiore e Inferiore alla Regia Camera Ducale di Milano.
Il 24 aprile di quello stesso anno, essendo la famiglia Maggi divenuta oramai proprietaria del borgo (a quell'epoca abitato da 49 famiglie), dove aveva fatto erigere la mwwavilla padronale, e dei terreni circostanti, Girolamo, discendente, di Onofrio, ottenne l'investitura da parte del re mwwqCarlo II di Spagna (sotto la cui giurisdizione ricadeva anche il mwwgDucato di Milano) del Feudo di Gradellacite-ref-referenceb-4-0[4] con il relativo titolo di conte.
Nel mwya1705 la località fu saccheggiata e gravemente danneggiata dalle truppe mwyqfrancesi che si opponevano agli mwygaustriaci guidati dal principe mwywEugenio di Savoia nell'ambito della mwzaGuerra di successione spagnola, per cui è a dopo questa data che risale l'impianto urbanistico attualecite-ref-referenceb-4-1[4].
A seguito di tale conflitto, il mwagDucato di Milano diverrà dominio austriaco e, in base alla compartimentazione della mwawLombardia austriaca, Gradella diverrà un comune appartenente alla mwbaprovincia di Lodi.
Nel mwbg1796 il borgo sarà testimone del passaggio di mwbwNapoleone Bonaparte, allora mwcagenerale della mwcqPrima Repubblica Francese, che qui si riposò prima della mwcgbattaglia di Lodi combattuta contro gli austriaci.
In mwdaetà napoleonica (mwdq1809-mwdg16) Gradella fu frazione di mwdwPandino, recuperando l'autonomia con la costituzione del mwearegno Lombardo-Veneto.
Negli mwhqanni trenta la proprietà di Gradella passo al conte mwhgAymo Maggi, celebre per essere stato uno dei creatori e organizzatori della mwhwMille Miglia, il quale dedicò molte attenzioni al borgo e ai suoi abitanti facendo costruire le scuole, l'asilo, l'acquedotto, i bagni pubblici e il campo sportivo.
Durante il mwiqSecondo conflitto mondiale il borgo fu in parte utilizzato come campo di detenzioni per soldati mwiginglesi e del mwiwCommonwealth che venivano impegnati nella lavorazione dei campi.
Nel mwjq1944 la villa padronale venne requisita dal comando germanico di mwjgCremona e utilizzata per un certo periodo come mwjwquartier generale dal mwkaGenerale mwkqGraziani, comandante delle forze armate della mwkgRepubblica Sociale Italiana, che vi s'incontrò con mwkwMussolini, e il mwlaFeldmaresciallo mwlqKesselring.
Nel mwlw1982 la contessa Camilla Martinoni Caleppio, vedova del conte mwmaAymo Maggi, cedeva tutte le proprietà possedute a Gradella, cessando così la secolare presenza della nobile famiglia nel borgocite-ref-referenceb-4-2[4].
Nella proprietà subentrò, supportato dal sistema bancario, l'mwngarchitetto piemontese Simone Appendino che prevedeva di fare di Gradella un circolo golfistico.
Non essendo tale progetto andato in porto, buona parte della proprietà, inclusa la villa padronale, fu in seguito acquisita a metà degli mwoaanni ottanta dall'mwoqingegner mwogBruno Beccaria, mwowCavaliere del Lavoro e mwpaimprenditore bresciano ex amministratore delegato dell'mwpqIVECO e a quel tempo Presidente del mwpgGruppo Necchi di mwpwPavia.
La nuova proprietà mantenne l'originaria impostazione agraria del borgo che implementò con nuovi investimenti volti al miglioramento e all'ampliamento dei fabbricati rurali in uso e alla conversione di quelli dismessi per uso residenziale nel rispetto della secolare fisionomia del borgo.
Tale sforzo sarà premiato nel mwqg2005 con l'inclusione di Gradella nell'associazione de mwqwI borghi più belli d'Italia.
Impianto urbanistico
L'impianto urbanistico di base di Gardella è riconducibile ai primi anni del mwrgsecolo XVIII, quando si dovette intervenire a seguito delle devastazioni provocate dal saccheggio dell'mwrwesercito francese nel mwsa1705.
Nel corso dei secoli lo stesso subì, tuttavia, numerosi interventi di ampliamento e modifica.
Nel mezzo della piazza vi erano due abitazioni proprietà dei conti mwtgMaggi, in queste abitazioni vivevano i lavoratori dei conti e potevano utilizzare lo spazio antistante le case per varie attività.
Vicino a queste abitazioni sorgevano degli mwuaorti, uno di questi orti confinava con il retro della chiesa del paese e col coro. In quest'orto vi era stata scavata una buca per il letame e questo, insieme all'umidità, danneggiò la chiesa e spinse i parroci a lottare per la chiusura della Chiesa.
Nel mwug1861 il mwuwcimitero fu trasferito al di fuori dell'abitato di fronte alla cappella che ricorda il luogo in cui era stato collocato l'antico mwvalazzareto sorto nel periodo delle mwvqpeste del 1630 e nel mwvg1865 la mwvwfamiglia Maggi promosse la costruzione della nuova chiesa, dedicata alla mwwaSantissima Trinità e a mwwqSan Bassiano, in sostituzione di quella preesistente di origine medioevale.
Quando nel mwww1934 si ebbe la necessità di sostituire le piante che fungevano da confine sulla strada comunale, il parroco del paese chiese di riunire il Consiglio di Fabbriceria per proporre di ricordare i caduti in guerra inserendo un'aiuola tra la strada e la piazza della chiesa. Il consiglio di Fabbriceria acconsentì e anche il Comune di Pandino, così sorse il Viale dei Caduti sul piazzale della chiesa.
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose
La chiesa della SS. Trinità e di San Bassiano
La chiesa parrocchiale della mwyaSantissima Trinità e mwyqSan Bassiano, è un edificio religioso ricostruito a partire dal mwyg1895.
Nello svolgersi di parecchi secoli, al cambiare della situazione demografica, la piccola chiesa supplì ai bisogni spirituali della gente, Svolse la sua funzione fino al 1895. Sorgeva nello stesso luogo occupato da quella attuale, ma disposta sull'asse est-ovest. Sul lato sud, vi erano il cortile e la casa mwzaprepositurale, mentre a nord confinava col cimitero. L'ingresso principale era raggiungibile attraverso la corte prepositurale, o dalla strada maestra, passando per il cimitero. Esso era coperto da un mwzqpronao, sostenuto da due colonne. Si pensa che la chiesa possa avere subito, durante i secoli precedenti, parecchi interventi per ripararla dal naturale logoramento dei materiali, non escludendo la possibilità di possibili aggiunte architettoniche. Successivamente furono avviate numerose opere di restaurazione della chiesa. Più volte deve essersi prospettato il problema di un ampliamento, dato lo spazio angusto e la misera condizione del locale. Il prevosto Stefano Mella fece le pratiche per un ampliamento con prolungamento, per fare il quale era necessario occupare parte dello spazio di proprietà della mwzgfamiglia Maggi. Ma il Conte Onofrio non ritenne opportuno concedere l'area necessaria per il prolungamento.
Il progetto, accantonato, venne ripreso dopo una decina di anni dal parroco Fontanella. Un'altra persona che amava molto Gradella, il mw0avescovo Rota, condivise con il parroco del paese l'idea di edificare una nuova chiesa parrocchiale in luogo della piccola e ormai fatiscente. Successivamente si diede inizio ai lavori di costruzione, che proseguirono con un ritmo incessante, per cui il 19 ottobre del 1896, monsignor Rota consacrò il nuovo edificio.
Esso fu affrescato nel mw0g1919 dal pittore mw0wLuigi Morgari che dipinse un ciclo dedicato a mw1aSan Bassiano, il primo vescovo della diocesi laudense, alcune formelle di mw1qsanti ed mw1gevangelisti e le due mw1wcappelle laterali, una dedicata a mw2aSant'Eurosia e l'altra alla mw2qMadonna del Rosario
Architetture civili
• Villa mw3qMaggi, edificio sviluppato nel mw3gXVII secolo su di un fabbricato preesistente del mw3wXVI secolo che subì ulteriori modifiche nei secoli successivi e oggi è inserito in un vasto parco.
• Il borgo, dall'aspetto rurale preservato, con gli edifici dal caratteristico colore giallo con profili in mattoni rossi, posti attorno a cortili intercomunicanti.
Note
cite-note-referencea-33. ↑ Gradella: uno dei borghi più belli d'Italia, op. cit.
cite-note-referenceb-44. ↑ Giorgio Zucchelli, Le ville storiche..., op. cit.
cite-note-55. ↑ Regio Decreto 14 giugno 1868, n. 4454
Bibliografia
• mw-qFrancesco Moroni, Storia di Gradella, Milano, 1994.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
• mwaqiGradella sul sito del comune di Pandino, su comune.pandino.cr.it (archiviato dall'url originale il 30 aprile 2010).
• mwaqqGradella sul sito de "I borghi più belli d'Italia", su borghitalia.it. URL consultato il 22 ottobre 2009 (archiviato dall'url originale il 1º novembre 2012).
• mwaqyGradella, su LombardiaBeniCulturali, Regione Lombardia.